venerdì 13 febbraio 2015

pensierino del giorno-13/02/2015

studi internazionali l'hanno ormai decretato, restituendo pieno fondamento a quella che fino a poco fa altro non era se non una vox populi. il karmalcohol esiste, gli scienziati sono riusciti a fornirne la prova.
per poterlo comprendere fino in fondo, sarebbe opportuno conoscere le nozioni hindu di dharma e karma, tuttavia siccome non è che son qua a pettinar le bambole, le darò per assodate. il karma, per gli ignoranti, è tipo la tessera fedeltà del benzinaio ma per le buone azioni: più ne fai e più accumuli un credito che in futuro qualcuno dovrebbe saldarti, anche se c'è sempre la fregatura perchè molti premi del benzinaio in realtà richiedono i cinque dieci quindici euri in più.
ma dicevamo.
il karmalcohol, prescindendo dalla sua base epistemologica, entra in gioco quando due persone sono palesemente sbronze e si incontrano per caso. la probabilità che si ignorino del tutto o che dal loro incontro non scaturisca alcunché è altissima, sfiora la certezza matematica, a meno che non intervenga proprio il fattore k. ha una peculiarità: ha azione quasi immediata. con i filtri inibitori quasi a zero non c'è tempo per le schermaglie, come per magia si materializza una situazione che crea il bisogno di comunicare, verbo che fa rima con limonare e che ne costituisce l'antecedente logico. da lì in poi è un'escalation di cose riservate a un pubblico adulto, ma tenete ben presente una cosa: dal karmalcohol non si scappa. è inutile invocare legami o presunti tali, giacché dinanzi alla forza dirompente nulla può il passato: vive nel presente proiettato al futuro e soprattutto non guarda in faccia a nessuno.
quindi occhio perchè al mattino dopo, quando vi risveglierete, potreste trovare una brutta sorpresa accanto a voi.

giovedì 5 febbraio 2015

pensierino del giorno-05/02/2014

ogni mattina, in africa, un leone si sveglia e guarda il cielo: terso, senza uno straccio di nuvola. significa che potrà rimettersi a dormire, poiché ha a disposizione tutto il giorno per cacciare una gazzella.
ogni mattina, in africa, una gazzella si sveglia e guarda il cielo: puttana eva, fa bello anche oggi. significa che quel bastardo del leone sbucherà fuori da un momento e sa che dovrà correre più veloce di lui se vuole vedere un'altra alba.
ogni mattina, a torino, un vespista si sveglia e guarda il cielo: si capisce un cazzo, ma nonostante le previsioni diano neve per tutto il giorno, gli sembra faccia troppo caldo perchè la pioggia si trasformi nella soffice ovatta che tanto dolcemente fa sbandare la vespa, quindi ritiene di poter comodamente uscire di casa col proprio mezzo a due ruote.
caro vespista, non importa che tu sia gazzella o leone, l'importante è che quando ti svegli ti ricordi di abitare a torino, e non in africa, e soprattutto che ci sarà un motivo se chi fa le previsioni del meteo riceve uno stipendio e a te non pagherebbero manco per scrostare la cacca dai marciapiedi.

mercoledì 4 febbraio 2015

pensierino del giorno-04/02/2015

- eccomi -
- eccoti. fatto buon viaggio? -
- ho fatto un'unica ronfata, quindi tanto male non dev'essere andato -
- sai già quanto ti tratterrai? -
- non lo so. è che forse per la prima volta in vita mia sono stanco -
- vuoi mica dirmi che hai intenzione di fermarti? dico fermarti in generale -
- sono arrivato a un punto in cui voglio provare la routine, la tanto vituperata normalità. alzarsi la mattina e avere la giornata pronta, salvo imprevisti. sei davvero gentile a ospitarmi mentre cerco una sistemazione definitiva -
- figurati, puoi stare quanto vuoi. la camera degli ospiti è libera e qui la vita scorre abbastanza piatta, per cui ci farebbe piacere avere una persona in più con la quale chiacchierare. dammi qua, ti aiuto con la valigia -
- belle ripide queste scale. non siete mai ruzzolati di sotto? -
- giusto l'altro ieri. per fortuna solo una culata, niente di rotto -
- addirittura un letto matrimoniale? pare brutto non sfruttarlo a dovere, cercherò qualche escort -
- la cosa divertente è che con tutto quello che hai visto e combinato non sei ancora sazio e so benissimo che saresti in grado di farlo. beh, almeno non si può dire che ti sia annoiato negli ultimi quanti, quarant'anni? spero che ne sia valsa la pena, che ci fosse davvero la pentola d'oro in fondo all'arcobaleno -
- chi lo sa. ho capito solo che non lo scoprirò mai. è questo che mi è sempre mancato nella vita, la capacità di accontentarmi della felicità, di cercare continuamente altro, come se il diverso fosse per forza meglio. un inutile album delle figurine di emozioni, perchè non sai quante sono e quanto ti manca per finirlo, finchè non arrivi all'amara conclusione per cui non lo completerai mai -
- e cosa ti ha reso così disfattista? -
- la volta in cui ho avuto il coraggio di prendere piena consapevolezza della finità della vita. il tutto è qualcosa che ci sfugge per sua e nostra stessa natura. sai chi è che riesce a completare l'album, prima o dopo? -
- dal tuo sguardo si direbbe che sono tra quelli -
- sta a te dirmelo. io credo di sì, credo che il trucco stia nello scovare la felicità in pochi elementi e rinnovarla di alba in alba ricombinandoli in modi diversi o, per i virtuosi, utilizzandoli sempre allo stesso modo -
- ti stai dando del fallito, insomma. dopo tanti anni di inseguimento folle e sfrenato, quindi, nessun sacro graal -
- sai qual è stato il mio problema, quello che ho sempre deliberatamente ignorato e che con ogni probabilità sta alla base di tutto? -
- ho sempre pensato che fossi semplicemente un animo irrequieto -
- no. è che non ho mai capito se abbia trascorso tutti questi anni a rincorrere qualcosa o se invece ne stessi scappando -

martedì 3 febbraio 2015

pensierino del giorno-03/02/2015

- grandissimo! -
- ohé mitico! allora? -
- tutto bene grazie, te? in forma? -
- in formissima come sempre, non si molla di un centimetro -
- bene bene son contento, oh ma hai iniziato a lavorare? -
- sì certo, anche tu mi pare, giusto? -
- lascia stare, meglio disoccupato. a proposito, guarda devo proprio scappare. ci becchiamo in giro una di queste sere? -
- per forza! -
- a presto allora! ciao! -
- ciao! -

- ma chi era questo?? -
- e che cazzo ne so -

lunedì 2 febbraio 2015

pensierino del giorno-02/02/2015

la vita purtroppo mi ha insegnato che tanto furbo non sono. lo ha fatto in maniera subdola, distillando delle folgorazioni che mi hanno accecato, svelandomi verità auto-intuitive alle quali giungevo con gravissimo e ingiustificato ritardo rispetto al resto dei miei coetanei.
tra queste, faccio sempre l'esempio della parola ennesimo, che fino a poco per me rappresentava solo un'accozzaglia di lettere a caso cui era stato attribuito quel preciso significato.
ebbene, temo di averne avuta un'altra. v'è tuttavia un margine d'incertezza, ed è per questo che ritengo opportuno sottoporlo alla scure del web, certamente ispirata dalla sapienza e dalla giustizia.
finchè la cantava pupo non mi ha mai dato quest'impressione, ma quando ho scoperto che gelato al cioccolato è di malgioglio, improvvisamente la nebbia che avevo davanti agli occhi si è diradata: non è che niente niente è un'allusione alle nodose verghe delle persone dalla pelle scura?
dolce e un po' salato.
un bacio al cioccolato io te l'ho rubato.
più ci penso e più mi inquieto. non tanto per cosa vuol dire, intendiamoci, ma per il fatto di averlo capito solo adesso.

venerdì 23 gennaio 2015

pensierino del giorno-23/01/2015

svegliarsi bene è importante, ma non sempre possibile. per questo esistono i giullari di corte.
orbene, sin dall'alba dei tempi il risveglio è il momento più traumatico nella giornata dell'uomo: solo l'abbiocco post-prandiale gli si avvicina, ma di sicuro non rappresenta una minaccia credibile per il primo posto in solitaria nell'elenco delle cose che uno cancellerebbe dalla faccia della terra. nota di colore: cancellando il risveglio, uno potrebbe addormentarsi una sola e letale volta nella vita.
dunque, cos'è che è in grado di allietare questi tormentati minuti che quotidianamente ci massacrano le membra e lo spirito? a parte il sesso orale, intendo.
c'è chi dice una buona colazione, pasto più importante della giornata.
c'è chi dice niente.
c'è chi si gira dall'altra parte e poi si sveglia in ritardo.
c'è chi dice una bella giornata di sole.
c'è chi dice un pompino.
c'è chi dice un pompino e poi girarsi dall'altra parte.
hanno tutti ragione e tutti torto. ragione, evidente, perchè quelle sopraelencate sono verità assolute e incontrovertibili, degne di assurgere a dogmi teologici. torto poiché ne omettono una fondamentale: iniziare a ridere a crepapelle entro la prima ora di veglia.
i protagonisti di questa storia sono due: l'arciduchessa d'austria, maria caterina d'asburgo, e il cardinale spontini, abile diplomatico dello stato pontificio che tesse le sue trame con arguzia e sagacia nelle corti dei più importanti monarchi europei. persone di alto lignaggio, abituate da sempre a ostentare grande classe e dignità, soprattutto in pubblico, e a non cedere mai alle emozioni, onde evitare di offrire un vantaggio al proprio interlocutore.
personaggi di contorno sono il giovane spruz, aspirante coglione, e il bauscia ranzani, commerciante di stoffe arricchitosi grazie ai suoi traffici con l'estero.
la voce narrante è sempre la mia, che assisto alla scena a bordo dell'immancabile vespa, sempre più calamita per aneddoti. la narrazione è al presente, data la contiguità con lo svolgersi degli eventi, e ha un incipit in medias res: dopo lauta e abbondante colazione salgo sul poderoso destriero per andare a lavoro, godendomi nel tragitto il panorama delle montagne finalmente innevate che circondano torino. il monviso ha la cuspide incappucciata da un piccolo banco di nubi e solo chi ne conosce bene la forma riesce a immaginarsela.
giunto all'incrocio con la via dove si trova l'ufficio, noto davanti a me un piccolo rallentamento: qualcuno sta facendo manovra in retromarcia e causa qualche disagio alla circolazione. grazie alla più volte elogiata agilità della vespa evito il tutto con un colpo d'acceleratore e in un attimo posso parcheggiare; mentre mi sfilo il casco e mi accingo a entrare nel portone, sento un vociare piuttosto animato provenire dalla via.
la scena che mi si presenta davanti è all'apparenza piuttosto banale: automobilisti che si sfanculano vicendevolmente. per la precisione, come mi è stato poi riferito, il buon ranzani, a bordo del suv col quale si sposta anche dal salotto alla camera, è entrato in retromarcia dalla via per evitare le telecamere della ztl e questa sua manovra ha costretto il giovane spruz a fargli spazio indietreggiando a sua volta. sopraggiungeva, però, ammantata dal suo fascino di nobildonna aristocratica, l'arciduchessa d'austria sulla propria carrozza, con l'infanta seduta al suo fianco. c'è un rischio di collisione tra il giovane spruz e l'arciduchessa, per fortuna scongiurato; le due macchine però si ritrovano in questo modo fianco a fianco e l'asburgo ha ora strada libera davanti a sé.
calano le maschere, inizia lo show.
l'arciduchessa, attraverso i suoi modi garbati e da gran dama, fa notare al giovine la poca accortezza della propria condotta al volante, e questi risponde per le rime, non avendo forse riconosciuto il lignaggio di chi gli ha rivolto la parola. il ranzani, che si è dimenticato di mettere il freno a mano alla sua auto che nel frattempo scivola indietro, cerca di smorzare i toni proponendo uno sconto per entrambi sui suoi prodotti. il giovane spruz, capito che la nobildonna non ha un cazzo da fare dal mattino alla sera e può permettersi di perdere tempo questionando sul nulla, decide di abbandonare la tenzone (incerto sull'arcione, tentò di risalir) e sceglie di dileguarsi.
la fermata dell'arciduchessa, però, aveva spiegato i propri effetti anche su chi stava sopraggiungendo, e cioè il porporato spontini, ornamento e splendor del secol nostro. questi, visibilmente indispettito dalla perdita di tempo, decide di lanciare una tanica di benzina sul fuoco e strombazza, al fine di invitare con delicatezza la nobildonna a rimuovere l'intralcio alla normale circolazione dei veicoli.
non si suona il clacson a un'asburgo.
nossignore.
questo non è ammesso.
maria caterina scende dalla macchina decisa a chiedere ragione dell'oltraggio subito: - cazzo vuoi nonno? non rompere i coglioni -
- vaffanculo, levati dal cazzo -
- no -
riassunto così il carteggio fra i due, si giunge al momento in cui spontini fa appello alla propria formazione da pastore del gregge in sardegna sul gennargentu e cerca la lama di pattada, che per fortuna non trova. decide allora di scendere a sua volta dalla macchina e con fare galante si prostra davanti alla reale per onorare la tradizione del baciamano: - sposta quella cazzo di macchina -
- altrimenti? cosa fai? mi picchi? dai picchiami! mettimi le mani addosso -
trattenendosi a stento dal mostrarle l'ammirazione per la cortesia dei suoi modi, il cardinale si avvicina e, resistendo all'impulso di abbracciarle le ginocchia, prosegue con le sue richieste: - torna in macchina e parti, deficiente, hai bloccato tutto -
- no, io faccio il cazzo che voglio, hai capito, vecchio della madonna -
a bordo del veicolo, l'infanta vorrebbe essere orfana.
spontini si risolve a chiedere l'intervento della santa sede da roma e prende il cellulare, forse davvero per chiamare o solo per segnarsi il numero di targa. l'arciduchessa, che era già risalita e questa volta stava per andarsene sul serio, lo nota dallo specchietto e girandosi lancia un messaggio distensivo che fa ben sperare per i futuri rapporti tra il regno austro-ungarico e lo stato pontificio: - tanto la macchina è intestata a stocazzo, cretino! -

mercoledì 21 gennaio 2015

pensierino del giorno-21/01/2015

c'è chi ha l'abitudine di andar per cimiteri, come se fosse un atto dovuto. saltuariamente pigliano, partono e si vanno il giro delle tombe dei parenti defunti; sinceramente, è una tradizione che non sono mai riuscito a comprendere fino in fondo.
posto che l'elaborazione del lutto è personale e in quanto tale sottratta al giudizio altrui, mi pare alquanto forzata. l'esigenza impellente di recarsi al cimitero, quasi fosse un obbligo divino al quale è vietato sottrarsi pena la scomunica, odora poco di spontaneità.
sarà che vado davvero poco al cimitero, ma non credo che sia necessaria la presenza fisica in un dato luogo per assolvere a compiti di natura spirituale. è palese che chi è partito per il suo viaggio non tornerà indietro, per cui a chi è rimasto non resta che coltivarne il ricordo, individualmente o insieme ad altre persone, ma senza che vi sia una sorta di intermediario, come accade magari per la messa, cosa che rende in qualche modo necessaria la presenza in chiesa di tanto in tanto (è palese come non sia d'accordo con tutto questo, ma non ho voglia di divagare troppo). dunque, se il lutto è qualcosa che appartiene alla sfera intima e soggettiva di ognuno, sfugge alla costrizione di un luogo. si vive in ogni momento, nell'imprevedibilità del quotidiano e nelle associazioni di idee che ci capita di fare.
e non per questo lo si vive con minor intensità.