giovedì 14 marzo 2013

pensierino del giorno-13/03/2013

sulla scia delle parole di don mariano arena, il personaggio del giorno della civetta di sciascia, mio nonno suddivideva l'umanità in quattro categorie:
uomini.
mezzuomini.
cazzabubboli.
coglioncelli.
mentre scrivo mi accorgo di essermi infilato due calzini diversi e questo farà sì che domani debba replicare l'abbinamento per cui mi chiedo: dove mi avrebbe collocato, tra i cazzabubboli o tra i coglioncelli?

mercoledì 13 marzo 2013

pensierino del giorno-12/03/2013

-oh finalmente, son proprio felice di conoscerla-
-lei mi lusinga. a cosa debbo tanto onore?-
-suo figlio in classe parla spesso di lei, credo rappresenti un punto di riferimento-
-è possibile, abbiamo un rapporto molto stretto e cerco di essere il più presente possibile nella sua vita-
-in che modo?-
-partecipando alla sua crescita, giocando, seguendo la sua attività scolastica...mi perdoni, ma siamo qui per parlare di me o di mio figlio?-
-le due cose sono connesse abbastanza strettamente-
-capisco. dunque?-
-dunque ho notato che negli ultimi tempi il ragazzo è piuttosto vivace-
-lo è sempre stato-
-ci si aspetta che crescendo alcuni lati del carattere vengano attenuati-
-questo comunque non ha alcuna influenza sul rendimento, del quale non starei nemmeno a parlare visto che...-
-infatti è del comportamento che volevo parlarle. vede, suo figlio ha un carattere forte e spesso questo si traduce in una prevaricazione nei confronti degli altri compagni, è sempre al centro di scherzi, corre come un pazzo per i corridoi, torna da ogni intervallo sudato fradicio, disturba, non obbedisce sempre a quanto dicono i docenti...insomma, ci rende la vita piuttosto complicata-
-accidenti, sembra che dovrò fargli proprio un bel discorsetto-
-non sono mancati i rimproveri, però appare chiaro come la nostra voce abbia poca influenza su di lui. a questo punto spero che possa darci una mano, d'altra parte è nell'interesse di tutti che la situazione migliori. mi creda, ho anni di esperienza alle spalle e le posso garantire che se non vengono ripresi in tempo certi ragazzini rischiano di diventare soggetti pericolosi per sè e per gli altri. questa sorta di ribellione che per ora è molto circoscritta se la trascinano dietro e diviene un tratto dominante della loro personalità, alla ricerca spasmodica di un pensiero non conforme che, diciamocelo, è comprensibile e neanche del tutto solo fino a una certa età. non vorrà mica trovarsi in casa uno che fra una decina d'anni va alle manifestazioni a sfasciare le macchine?-
-la ringrazio del suo tempo e non vorrei approfittarne oltre, avrà molti altri colloqui da fare. ora, se permette, andrò ad adempiere ai miei doveri di padre. mi auguro che al nostro prossimo incontro ci siano notizie migliori su questo fronte.-

-amore sei tornato? oh santo cielo meno male guarda io non so come avrei fatto a reggere alla vergogna, per fortuna sei riuscito ad andarci te, con tutte le note che porta a casa chissà cosa mi avrebbe detto quella povera donna della maestra dev'essere veramente esausta ma te l'immagini tutto il giorno con queste pesti e tra loro spicca lui santo cielo sarà il caso che ci facciamo sentire pensiamo a una punizione eviterei di non fargli fare sport almeno in quello si sfoga però togliamogli magari un videogioco o mandiamolo a letto subito dopo cena per una settimana in modo che capisca che questo andazzo non può continuare t'immagini poi quando si comporterà così con dei professori di liceo e dio non voglia magari universitari oh santo cielo mi verranno i capelli bianchi ooooh ma se chiamano dalla questura non lo vado di certo a prendere eeeeh gliel'ho già detto chiama tuo padre o il tuo avvocato non provarci neanche per scherzo a me viene un infarto insomma che ti ha detto la maestra e soprattutto perchè hai quel cos'è un ghigno un sorrisetto si può sapere cosa ti ha detto e perchè ridacchi?-
-a posto. tutto suo padre.-

martedì 12 marzo 2013

pensierino del giorno-11/03/2013

la cosa che fa girare le scatole è che certamente nella vita non riusciremo a leggere tutti i libri che vorremmo.
più facile con i film, per quanto pure qui ci voglia una certa costanza.
di sicuro sarà impossibile crearsi una cultura soddisfacente o perlomeno superiore alla media sugli argomenti che ci interessano.
conciliare queste tre obiettivi è opera degna di un artista dell'equilibrio e della programmazione.

pensierino del giorno-10/03/2013

è quel sentimento che in molti hanno provato a denominare. illustri letterati, semplici passanti, compilatori di vocabolari si sono resi conto dell'esistenza di qualcosa che prende forma dentro di noi ed esce lasciandoci senza fiato, proprio mentre stiamo per dire il suo nome.
ineffabile, sfuggente, eppure così chiaro, vivido, sotto gli occhi della nostra mente, al punto da infastidire chi cerca un modo per delimitarlo con la stessa pervicacia con la quale i cavalieri della tavola rotonda inseguivano il sacro graal.
c'è chi vi ha scorto l'esistenza di un essere supremo, chi vi ha basato la propria filosofia, chi vi ha scritto libri.
nessuno di questi, tuttavia, ha trovato una parola che lo soddisfacesse; per sua stessa natura, quello di cui stiamo parlando è privo di nome, vocabolo, sostantivo.
è il sentimento di infinito e si sprigiona nella voglia di sentirsi totali, di chiudere gli occhi e provare semplicemente l'ebrezza di qualcosa di nuovo.
la sua ricerca è in fondo la ricerca della vita stessa, non delimitata all'esistenza terrena bensì intesa come afflato vitale che sostiene ogni creatura e porta allo sconforto più ci si sente lontani da esso.
il dilemma a questo punto consiste nel capire se questo possa rappresentare uno stato, una situazione, qualcosa di stabile, come una sorta di nirvana, oppure se si palesi solo in alcuni momenti affinchè meglio lo si possa apprezzare. più probabile che sia un evento sporadico e per questo così agognato, che senza qualcosa che gli facesse da contraltare rischierebbe di sfibrarsi e appassire scolorendo.

domenica 10 marzo 2013

pensierino del giorno-09/03/2013

oppure, partire a piedi e vedere dove si arriva.
forrest gump attraversò l'america di corsa, basterebbe riuscire a perdersi del tutto, senza neanche cercare di orientarsi col sole. lontano dalla civiltà, scegliere a un bivio in base alla bellezza del paesaggio o al lancio di una moneta.

pensierino del giorno-08/03/2013

invece a volte il tuffo da dieci metri non riesce.
se non è ancora scattata del tutto quella leva della follia che aiuta a non sentire la paura, a fidarsi ciecamente del proprio corpo e del mare che è la sotto, ogni tuffo rappresenta un'incognita, è come lanciarsi tante prime volte.
tanti primi respiri, tante prime rincorse, tante prime sensazioni di vuoto e aria che secca la bocca aperta per gridare.
succede allora che si abbiano impressioni negative, che si percepisca nell'aria il vago sentore che qualcosa possa andare storto. ciononostante si tenta lo stesso perchè in fondo è già stato fatto, quindi è possibile anzi realizzabile e sarà realizzato.
poi a metà della rincorsa il filo invisibile che fino a pochi istanti prima faceva solo il solletico ai fianchi e lungo le braccia si tende improvvisamente, lasciandoci come nella scena di un film a mulinare le braccia sul vuoto, coi piedi che fanno forza contro terra e il busto già proteso in avanti. poco oltre c'è spazio per una gloria ingloriosa, si dimostrerebbe di avere fegato a un prezzo carissimo, rischiando danni abbastanza seri, dall'altra c'è invece l'onta da portare addosso davanti a chi ha assistito alla scena e soprattutto davanti a noi stessi, che purtroppo non manchiamo mai di osservarci.
il mondo è ancora lì, siamo fermi, stabili, interi e integri. sani e salvi.
l'acqua invece giace limpida e cristallina, invitante, bellissima, inebriante come il canto delle sirene e altrettanto letale. però, ormai fuori dalla nostra portata, separata da dieci metri eterni che nessun coraggio ci porterà mai a percorrere, ma che ogni tanto faranno capolino nella nostra mente pensando a quanto rapidamente si sarebbero potuti fare e a quanto sarebbe stato appagante riemergere dal mare.
purtroppo, tornando a riva, ci rendiamo conto di essere asciutti.

sabato 9 marzo 2013

pensierino del giorno-07/03/2013

la capacità di raccontare sta nel coinvolgere in una storia chi non l'ha mai vissuta e fargli provare lo stesso turbinìo di sensazioni di chi invece ne è stato protagonista.
la storia in sè e per sè conta poco, perchè è come quando uno scultore si trova di fronte a un blocco di marmo dal quale dovrà tirar fuori una statua. l'oratore è chiamato a sgrezzarlo, lavorare di pialla e scalpello per renderla appassionante, affinchè silenziosa penetri sotto la pelle di chi ascolta e improvvisamente gli morda da dentro il cuore rilasciando alla velocità di uno sparo un frullato di emozioni.
certo, il narratore per eccellenza dovrebbe essere in grado di portare alle lacrime una melenzana declamando la divina commedia, tuttavia nemo ad impossibilia tenetur, come diceva il piccolo pescolino, perciò è necessario che dall'altra parte ci sia una certa predisposizione, un terreno fertile. provare per credere: andate a spiegare la fede a uno che tifa per l'inter, poi ne riparliamo.
chi si trova di fronte al racconto deve possedere una sua sensibilità per la quale può arrivare alle lacrime per una storia svoltasi in tempi nei quali non era nato e vissuta da persone che non ha mai conosciuto nè mai avrebbe potuto conoscere.
tutto il resto si chiama aridità.