commentare l'attualità è una cosa che cerco di evitare fin da quando è nato il blog, cioè più di otto anni fa. recentemente non mi son potuto esimere dal fornire il mio punto di vista su genny 'a carogna e in realtà mi ha fatto piacere che ne sia nato un piccolo dibattito con scambio d'opinioni, segno che in realtà la categoria che io tanto snobbo accende l'interesse molto più delle mie cagate quotidiane (intese anche come evacuazioni di rifiuti corporei).
tuttavia scorrendo le notizie dal sito di un quotidiano mi sono imbattuto in un titolo che ha richiamato la mia attenzione: cortei in tutta la francia contro la le pen. va bene, siete francesi, quindi sono concessi le attenuanti generiche, però diamine ragazzi. non è passata neanche una settimana dal voto. cioè voi avete avuto nelle vostre mani la possibilità di evitare che risultasse vincitrice delle elezioni e dopo non esserci riusciti protestate? di cosa vi drogate?
venerdì 30 maggio 2014
mercoledì 28 maggio 2014
pensierino del giorno-28/05/2014
il nostro sistema immunitario non ci protegge solo dalle malattie, ma anche da noi stessi e dalle cazzate che rischiamo di fare. la cosa fantastica è che funziona a nostra insaputa, esattamente come i muscoli involontari, o meglio, magari siamo consapevoli dell'azione in quel dato momento ma poi ce ne dimentichiamo e ne perdiamo totalmente la cognizione, al punto che quando ne scorgiamo gli effetti siamo stupiti quanto i nativi che videro colombo scendere dalle caravelle.
stupiti perchè lo aspettavano il giorno dopo, mica per altro.
dalla mia esperienza posso trarre un paio di esempi.
il primo accadde circa un anno e mezzo fa, tornai a casa per le vacanze di natale dalla spagna e quando fui sul pullman che mi riportava alla casa di granada ebbi una folgorazione: le chiavi di casa! certo di non averle prese inizio a smadonnare e chiedo asilo politico presso qualche amico, dove inizio a frugare nella valigia. niente da fare, non ci sono. controlla meglio, mi dicono. allora inizio a svuotare e come per magia eccole sbucare dal fondo della tasca esterna, raggomitolate in attesa che le trovassi. in quel momento mi sono rivisto mentre sfacevo la valigia una volta a torino e pensavo saggiamente di sistemare già le chiavi nella valigia stessa, in modo da prevenire un'eventuale sbadataggine che puntualmente si è verificata. questo vuol dire conoscersi.
poco fa invece stavo parlando con una persona e dopo una ventina di minuti mi passo le mani tra i (pochi) capelli e mi accorgo di non avere più gli occhiali da sole. terrorizzato torno indietro, faccio il percorso a ritroso finchè non scopro che li avevo già messi precauzionalmente via. fantastico, erano al sicuro da tempo.
le volte in cui funziona questo anti-virus è portentoso, peccato che a volte abbia dei black-out.
stupiti perchè lo aspettavano il giorno dopo, mica per altro.
dalla mia esperienza posso trarre un paio di esempi.
il primo accadde circa un anno e mezzo fa, tornai a casa per le vacanze di natale dalla spagna e quando fui sul pullman che mi riportava alla casa di granada ebbi una folgorazione: le chiavi di casa! certo di non averle prese inizio a smadonnare e chiedo asilo politico presso qualche amico, dove inizio a frugare nella valigia. niente da fare, non ci sono. controlla meglio, mi dicono. allora inizio a svuotare e come per magia eccole sbucare dal fondo della tasca esterna, raggomitolate in attesa che le trovassi. in quel momento mi sono rivisto mentre sfacevo la valigia una volta a torino e pensavo saggiamente di sistemare già le chiavi nella valigia stessa, in modo da prevenire un'eventuale sbadataggine che puntualmente si è verificata. questo vuol dire conoscersi.
poco fa invece stavo parlando con una persona e dopo una ventina di minuti mi passo le mani tra i (pochi) capelli e mi accorgo di non avere più gli occhiali da sole. terrorizzato torno indietro, faccio il percorso a ritroso finchè non scopro che li avevo già messi precauzionalmente via. fantastico, erano al sicuro da tempo.
le volte in cui funziona questo anti-virus è portentoso, peccato che a volte abbia dei black-out.
martedì 27 maggio 2014
pensierino del giorno-27/05/2014
quando iniziai la scuola elementare non erano ancora passati dieci anni dal disastro di chernobyl e all'epoca si facevano delle iniziative benefiche volte ad aiutare i bambini di quelle zone. non ricordo con preciso in quale progetto fosse coinvolta la nostra scuola nè cosa comportasse, fatto sta che a noi scolaretti chiesero di fare dei disegni da mandare ai nostri pari età ucraini e per aiutarci ci consegnarono un foglio con il nostro alfabeto e la traduzione di ogni lettera in cirillico.
dato che già allora ero scarso a disegnare cercai di ovviare a questa carenza con dei dialoghi, peccato che non avessi grande padronanza dell'idioma (neppure dell'italiano), per cui tradussi lettera per lettera dall'italiano e lo scrissi in cirillico.
un cretino già allora.
dato che già allora ero scarso a disegnare cercai di ovviare a questa carenza con dei dialoghi, peccato che non avessi grande padronanza dell'idioma (neppure dell'italiano), per cui tradussi lettera per lettera dall'italiano e lo scrissi in cirillico.
un cretino già allora.
lunedì 26 maggio 2014
pensierino del giorno-26/05/2014
la vita dell'uomo moderno, timorato o meno che sia, è costellata di insidie e pericoli anche nei suoi aspetti apparentemente più innocui. uno di questi è senza dubbio rappresentato dagli angoli dei muri quando si cammina a piedi scalzi o si gattona. il mondo sarebbe più facile se fosse smussato.
ma non è di questo che volevo parlare.
gli spigoli son sempre esistiti, se l'uomo non è riuscito nel corso dei millenni a tenersene alla larga sarà perchè in fondo ha del masochismo latente e vuole avere un'occasione per farsi del male e potersi lamentare, altro grande traguardo della nostra esistenza: cacare il cazzo al prossimo facendo leva sulla nostra più sfortunata condizione. c'è gente che lo ha trasformato in un'arte, ci si guadagna quasi da vivere.
ma non volevo parlare nemmeno di questo.
volevo invece focalizzarmi sui piccoli accidenti che possono occorrere durante la routine mattutina, per definizione il momento più importante della giornata, o meglio del suo arco cosciente. espressione bellissima, l'arco cosciente della giornata. utilizzatela pure in famiglia e al lavoro, vi farà sentire socialmente inseriti e apprezzati.
capita, per esempio, che ci si ritrovi senza gli ingredienti per la prima colazione. dato che fin dalla magna charta libertatum del 1215 è fatto divieto assoluto di uscire di casa per comprare il necessario per la colazione prima di averla consumata, quando si verifica questo genere di sciagure si aprono due sole strade al cittadino modello: la prima, osteggiata sia in dottrina che in giurisprudenza (e quindi non si capisce chi cazzo la sostenga) è cambiare la prima colazione. soluzione tanto sciocca quanto irrealizzabile, sarebbe come dire a una persona sposata che deve passare una sera lontano dal coniuge di rimediare con altra compagnia (ora che ci penso improvvisamente non appare così stupida). la seconda invece, dolorosa ma forse eticamente preferibile, prevede di saltare a piè pari la colazione per rimediare al bar. piuttosto semplice da un punto di vista logico, rischia però di prestare il fianco a un dilemma che, qualora si verifichi, è paragonabile alle trombe dell'apocalisse: giungere al bar e scoprire di non avere un centesimo.
anche qui, però, son cose che capitano da decenni, come tutte le peripezie legate alla carenza di mutande, ai calzini spaiati, alle camicie non stirate e via discorrendo.
con particolare riguardo alla modernità una delle trappole è quella relativa all'inserimento della password del wifi. quid iuris, infatti, se d'improvviso non ci si dovesse più riuscire a collegare? sì, ce la ricordiamo bene e no, al centosettantesimo tentativo chiaramente non abbiamo più sbagliato a digitarla. per fortuna esiste l'invio della password tramite mail, penserà lo sprovveduto, e invece no, c'è un numero verde che fa passare per il centralino della casa bianca, tre irresistibili offerte promozionali, il bollettino di isoradio e ir budello di tu ma', come si direbbe nei salotti raffinati della pisa bene. non resta che iniziare dei rituali magici per aggirare questo problema, quali la preparazione di intrugli magici tipo bevanda di panoramix (sperando di non caderci dentro tipo obelix oppure sì, pensate che figata non aver mai più bisogno di una singola password per entrare nelle connessioni di tutto il mondo) e l'esecuzione di una danza del wifi secondo l'antico rito delle tribù microsoft del congo centrale.
mentre lo stinco di bambino si sta lentamente cuocendo dentro la pozione, ecco che improvvisamente si palesa l'arcinemico, la causa prima e suprema di tutti i mali e delle madonne scagliate in quella mattinata: il caps lock. infido, era rimasto acceso di soppiatto, come una vipera in agguato nell'erba pronta a mordere il malcapitato di turno che si aggiri nei paraggi del suo nascondiglio.
una volta disinserito, la giornata può cominciare.
hello world.
ma non è di questo che volevo parlare.
gli spigoli son sempre esistiti, se l'uomo non è riuscito nel corso dei millenni a tenersene alla larga sarà perchè in fondo ha del masochismo latente e vuole avere un'occasione per farsi del male e potersi lamentare, altro grande traguardo della nostra esistenza: cacare il cazzo al prossimo facendo leva sulla nostra più sfortunata condizione. c'è gente che lo ha trasformato in un'arte, ci si guadagna quasi da vivere.
ma non volevo parlare nemmeno di questo.
volevo invece focalizzarmi sui piccoli accidenti che possono occorrere durante la routine mattutina, per definizione il momento più importante della giornata, o meglio del suo arco cosciente. espressione bellissima, l'arco cosciente della giornata. utilizzatela pure in famiglia e al lavoro, vi farà sentire socialmente inseriti e apprezzati.
capita, per esempio, che ci si ritrovi senza gli ingredienti per la prima colazione. dato che fin dalla magna charta libertatum del 1215 è fatto divieto assoluto di uscire di casa per comprare il necessario per la colazione prima di averla consumata, quando si verifica questo genere di sciagure si aprono due sole strade al cittadino modello: la prima, osteggiata sia in dottrina che in giurisprudenza (e quindi non si capisce chi cazzo la sostenga) è cambiare la prima colazione. soluzione tanto sciocca quanto irrealizzabile, sarebbe come dire a una persona sposata che deve passare una sera lontano dal coniuge di rimediare con altra compagnia (ora che ci penso improvvisamente non appare così stupida). la seconda invece, dolorosa ma forse eticamente preferibile, prevede di saltare a piè pari la colazione per rimediare al bar. piuttosto semplice da un punto di vista logico, rischia però di prestare il fianco a un dilemma che, qualora si verifichi, è paragonabile alle trombe dell'apocalisse: giungere al bar e scoprire di non avere un centesimo.
anche qui, però, son cose che capitano da decenni, come tutte le peripezie legate alla carenza di mutande, ai calzini spaiati, alle camicie non stirate e via discorrendo.
con particolare riguardo alla modernità una delle trappole è quella relativa all'inserimento della password del wifi. quid iuris, infatti, se d'improvviso non ci si dovesse più riuscire a collegare? sì, ce la ricordiamo bene e no, al centosettantesimo tentativo chiaramente non abbiamo più sbagliato a digitarla. per fortuna esiste l'invio della password tramite mail, penserà lo sprovveduto, e invece no, c'è un numero verde che fa passare per il centralino della casa bianca, tre irresistibili offerte promozionali, il bollettino di isoradio e ir budello di tu ma', come si direbbe nei salotti raffinati della pisa bene. non resta che iniziare dei rituali magici per aggirare questo problema, quali la preparazione di intrugli magici tipo bevanda di panoramix (sperando di non caderci dentro tipo obelix oppure sì, pensate che figata non aver mai più bisogno di una singola password per entrare nelle connessioni di tutto il mondo) e l'esecuzione di una danza del wifi secondo l'antico rito delle tribù microsoft del congo centrale.
mentre lo stinco di bambino si sta lentamente cuocendo dentro la pozione, ecco che improvvisamente si palesa l'arcinemico, la causa prima e suprema di tutti i mali e delle madonne scagliate in quella mattinata: il caps lock. infido, era rimasto acceso di soppiatto, come una vipera in agguato nell'erba pronta a mordere il malcapitato di turno che si aggiri nei paraggi del suo nascondiglio.
una volta disinserito, la giornata può cominciare.
hello world.
domenica 25 maggio 2014
pensierino del giorno-25/05/2014
nella vita ho sempre cercato di privilegiare i contenuti rispetto alle forme. con una frase fatta, non giudicare un libro dalla copertina.
invece è una cagata pazzesca, non perchè sia sbagliato, anzi resto convinto della sua validità, ma siamo comunque molto influenzati dalle forme, dall'estetica, dal contorno. restando sui libri, tante volte ne ho comprato uno attratto appunto dalla copertina o dalla veste grafica o peggio ancora dalla costoletta.
così come le persone che non conosciamo ci danno un'impressione prima ancora che abbiano aperto bocca, tutto quello che ci si presenta agli occhi manda dei messaggi immediati. la capacità di andare oltre e di non farsi ingannare è notevole, però è sciocco far finta che non agisca in alcuna misura sul nostro giudizio. bisogna saper accattivare il prossimo per farlo arrivare al contenuto altrimenti è molto difficile che questo emerga da solo.
invece è una cagata pazzesca, non perchè sia sbagliato, anzi resto convinto della sua validità, ma siamo comunque molto influenzati dalle forme, dall'estetica, dal contorno. restando sui libri, tante volte ne ho comprato uno attratto appunto dalla copertina o dalla veste grafica o peggio ancora dalla costoletta.
così come le persone che non conosciamo ci danno un'impressione prima ancora che abbiano aperto bocca, tutto quello che ci si presenta agli occhi manda dei messaggi immediati. la capacità di andare oltre e di non farsi ingannare è notevole, però è sciocco far finta che non agisca in alcuna misura sul nostro giudizio. bisogna saper accattivare il prossimo per farlo arrivare al contenuto altrimenti è molto difficile che questo emerga da solo.
sabato 24 maggio 2014
pensierino del giorno-24/05/2014
salviamo l'abigeato. no dico ma vi pare giusto che questa fondamentale figura di reato non abbia all'interno del nostro ordinamento la dignità di un articolo a sé stante, ma debba rinvenirsi all'ottavo posto (manco al primo!) delle circostanze aggravanti del furto? lo trovo inconcepibile.
il fatto che la sardegna sia una regione a statuto speciale non significa che vada bistrattata in questo modo terribile e meschino, anzi, riscriverei il codice penale centrandolo sull'abigeato ma che dico usciamo dall'euro e reintroduciamo il baratto, libero accesso alla moneta tramite caccia e pesca. diventeremmo una società migliore, dove tutti lavorano per gli altri prima che per se stessi e dove non è importante l'io, ma il noi. praticheremmo l'amore libero su verdi prati in fiore (ma se sono in fiore non son più verdi, dico bene?) e quando le nostre amanti saranno soddisfatte torneremo a rivolgere l'attenzione alle donne.
il fatto che la sardegna sia una regione a statuto speciale non significa che vada bistrattata in questo modo terribile e meschino, anzi, riscriverei il codice penale centrandolo sull'abigeato ma che dico usciamo dall'euro e reintroduciamo il baratto, libero accesso alla moneta tramite caccia e pesca. diventeremmo una società migliore, dove tutti lavorano per gli altri prima che per se stessi e dove non è importante l'io, ma il noi. praticheremmo l'amore libero su verdi prati in fiore (ma se sono in fiore non son più verdi, dico bene?) e quando le nostre amanti saranno soddisfatte torneremo a rivolgere l'attenzione alle donne.
venerdì 23 maggio 2014
pensierino del giorno-23/05/2014
da piccolo, che poi vuol dire una decina d'anni fa quindi tanto piccolo non ero anche se mi sembrano passate ere geologiche con tanto di glaciazioni ed estinzione dei dinosauri, credevo a un sacco di scemenze, tipo questa qui (ci tengo a ribadire che è acqua passata, per fortuna mi sono evoluto in charmeleon anche se vorrei un giorno diventare charizard).
pensavo e sottolineo avo che sarei stato una persona tutta d'un pezzo, intrisa di valori, morale ed etica. avrei orientato la mia vita alla coerenza e al rigore, senza scendere mai a compromessi. poi ho capito una cosa: che a nessuno frega una mazza di tutto questo. se è importante se stessi ok, è un sacrificio accettabile, ma se perseguire delle idee/convinzioni comporta delle rinunce che sul momento ci riescono difficili al diavolo tutto.
l'importante è evitare le contraddizioni marchiane, come può essere il farsi passare appunto per un uomo retto e probo. nel momento in cui accettiamo e facciamo accettare agli altri di essere persone che possono mutare a seconda della convenienza dov'è il problema?
da una parte si loda chi ha il coraggio e l'onestà intellettuale di cambiare idea, dall'altra se ne critica l'incoerenza. francamente mi sembra un corto-circuito logico, delle due l'una, a meno che uno non si arroghi il diritto di poter decidere ogni volta in base al caso specifico, ma entrerebbero in gioco variabili legate al sentire personalissimo e a mio modo di vedere insindacabile di ognuno.
pensavo e sottolineo avo che sarei stato una persona tutta d'un pezzo, intrisa di valori, morale ed etica. avrei orientato la mia vita alla coerenza e al rigore, senza scendere mai a compromessi. poi ho capito una cosa: che a nessuno frega una mazza di tutto questo. se è importante se stessi ok, è un sacrificio accettabile, ma se perseguire delle idee/convinzioni comporta delle rinunce che sul momento ci riescono difficili al diavolo tutto.
l'importante è evitare le contraddizioni marchiane, come può essere il farsi passare appunto per un uomo retto e probo. nel momento in cui accettiamo e facciamo accettare agli altri di essere persone che possono mutare a seconda della convenienza dov'è il problema?
da una parte si loda chi ha il coraggio e l'onestà intellettuale di cambiare idea, dall'altra se ne critica l'incoerenza. francamente mi sembra un corto-circuito logico, delle due l'una, a meno che uno non si arroghi il diritto di poter decidere ogni volta in base al caso specifico, ma entrerebbero in gioco variabili legate al sentire personalissimo e a mio modo di vedere insindacabile di ognuno.
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