il minuto di silenzio si chiama così appunto perchè bisognerebbe evitare di produrre rumore. non si parla, non si canta, non si battono le mani, non deve volare una mosca.
i primi secondi lasciano quasi spiazzati, poi vedere migliaia di persone attorno a te che chiudono la bocca, giungono le mani e chinano il capo fa salire i brividi, perfino quando lo si vede solo in un video. dapprima lungo la schiena, poi tutto il corpo ne è pervaso.
invece è grande usanza dell'itale genti iniziare ad applaudire. ma che cazzo applaudite, teste vuote? bisogna stare fermi, immobili, come se la morte per un momento fosse calata pure su di noi.
anni e anni allo stadio mi hanno fatto odiare queste persone, anche se per un motivo che non ho mai ben capito tutti quanti si piegano in una circostanza: quando viene commemorato il grande torino è come se fossimo presenti ai funerali, senza nessuna voglia di parlare, attoniti, rispettosi, con un dolore vero nel petto.
sabato 9 marzo 2013
venerdì 8 marzo 2013
pensierino del giorno-05/03/2013
provo molta invidia nei confronti di chi ha il coraggio di credere in se stesso e di investirci.
nessuno nasce imparato, magari abbiamo qualche propensione nei confronti di determinate attività, si può pensare che giaccia qualcosa dentro di noi, ma in ogni caso bisogna scrostare parecchio prima di arrivare al tesoro, è necessario sgrezzare e lavorare duro.
a volte questo comporta fare scelte poco conformiste, seguire percorsi che fanno storcere il naso perchè percorsi da venature artistiche e che quindi hanno insita una percentuale di rischio piuttosto elevata. però ammiro chi lo vuole fare, chi ha il coraggio di chiedere ai propri genitori di sostenerlo nella scelta e di concentrare le sue energie in quello per il semplice motivo che gli piace. invece la maggior parte delle persone, tra le quali m'includo, finiscono con l'andare alla ricerca di un lavoro sicuro anche se significherà passare la vita a martellarsi gli zebedei.
del resto, è il concetto basilare dell'impresa: si investe accettando un rischio. serve coraggio, dal momento che nessuno potrà farsi garante del buon esito, e in certi casi pure della follia.
e i pazzi, si sa, spaccano di brutto.
nessuno nasce imparato, magari abbiamo qualche propensione nei confronti di determinate attività, si può pensare che giaccia qualcosa dentro di noi, ma in ogni caso bisogna scrostare parecchio prima di arrivare al tesoro, è necessario sgrezzare e lavorare duro.
a volte questo comporta fare scelte poco conformiste, seguire percorsi che fanno storcere il naso perchè percorsi da venature artistiche e che quindi hanno insita una percentuale di rischio piuttosto elevata. però ammiro chi lo vuole fare, chi ha il coraggio di chiedere ai propri genitori di sostenerlo nella scelta e di concentrare le sue energie in quello per il semplice motivo che gli piace. invece la maggior parte delle persone, tra le quali m'includo, finiscono con l'andare alla ricerca di un lavoro sicuro anche se significherà passare la vita a martellarsi gli zebedei.
del resto, è il concetto basilare dell'impresa: si investe accettando un rischio. serve coraggio, dal momento che nessuno potrà farsi garante del buon esito, e in certi casi pure della follia.
e i pazzi, si sa, spaccano di brutto.
giovedì 7 marzo 2013
pensierino del giorno-04/03/2013
il primo vagito il nove agosto millenovecentoottantanove
il primo viaggio in auto sulla tratta cuneo-pisa
la prima partita allo stadio gobbi fiorentina nel novantacinque
il primo giorno di scuola nel settembre novantacinque
la prima volta che ti ho vista sai la prima volta che andavo in discoteca di sera sarà passata un'eternità ormai però ricordo il casino che c'era
il primo bagno a tirrenia
la prima volta in curva a pisa
la prima pastasciutta cucinata da solo a quattordici anni
la prima volta che è morto qualcuno che conoscevo il diciannove dicembre novantanove
il primo concerto max pezzali al palastampa nel novantanove
la prima trasferta a genova il tre febbraio duemilacinque, zero a zero
la prima volta che ho provato a guidare a tredici anni, la punto granata dei miei
la prima vomitata per l'alcool a londra
il primo cd fabrizio de andrè vol. tre
il primo viaggio da solo all'isola d'elba
il primo simposio a diciassette anni (fu anche l'ultimo)
il primo campeggio in capraia
il primo mezzo posseduto una vespa
la prima persona trasportata in auto non aveva bisogno di quel passaggio, ma volevo assolutamente guidare con qualcuno al fianco
il primo incidente mentre parcheggiavo
la prima scritta sui muri a diciassette anni
la prima sauna a venti
il primo trofeo alzato il nove maggio duemiladodici
il primo viaggio in auto sulla tratta cuneo-pisa
la prima partita allo stadio gobbi fiorentina nel novantacinque
il primo giorno di scuola nel settembre novantacinque
la prima volta che ti ho vista sai la prima volta che andavo in discoteca di sera sarà passata un'eternità ormai però ricordo il casino che c'era
il primo bagno a tirrenia
la prima volta in curva a pisa
la prima pastasciutta cucinata da solo a quattordici anni
la prima volta che è morto qualcuno che conoscevo il diciannove dicembre novantanove
il primo concerto max pezzali al palastampa nel novantanove
la prima trasferta a genova il tre febbraio duemilacinque, zero a zero
la prima volta che ho provato a guidare a tredici anni, la punto granata dei miei
la prima vomitata per l'alcool a londra
il primo cd fabrizio de andrè vol. tre
il primo viaggio da solo all'isola d'elba
il primo simposio a diciassette anni (fu anche l'ultimo)
il primo campeggio in capraia
il primo mezzo posseduto una vespa
la prima persona trasportata in auto non aveva bisogno di quel passaggio, ma volevo assolutamente guidare con qualcuno al fianco
il primo incidente mentre parcheggiavo
la prima scritta sui muri a diciassette anni
la prima sauna a venti
il primo trofeo alzato il nove maggio duemiladodici
martedì 5 marzo 2013
pensierino del giorno-03/03/2013
se avete voglia di piangere, cercatevi il discorso che fece jim galvano vent'anni fa.
lunedì 4 marzo 2013
pensierino del giorno-02/03/2013
ogni tanto stupisco il mondo con rivelazioni che per tutti erano delle ovvietà sin dalla prima infanzia.
stamattina per esempio il risveglio è stato accompagnato, o per meglio dire tormentato, da questo dilemma: l'espressione giro di vite ha un chiaro riferimento all'azione manuale di stringere una vite, l'oggetto metallico, con l'apposito cacciavite. screwdriver in inglese, destornillador in ispagnolo per chi non lo sapesse. ah, caciavìt in milanese, è come venivano chiamati i tifosi del milan dai più borghesi interisti. altro nomignolo era unghienere e il perchè capitelo da soli.
bene, si usa per indicare un maggiore controllo su qualche attività, anche se in realtà non è che mi venga tanto una definizione giusta, ma fa i stes.
si usa anche, ed è qui che viene il bello, per dire che c'è stato un azzeramento delle persone che ricoprivano certi ruoli e allora la domanda è: qui vite significa sempre quella di sopra o invece si riferisce al plurale di vita?
stamattina per esempio il risveglio è stato accompagnato, o per meglio dire tormentato, da questo dilemma: l'espressione giro di vite ha un chiaro riferimento all'azione manuale di stringere una vite, l'oggetto metallico, con l'apposito cacciavite. screwdriver in inglese, destornillador in ispagnolo per chi non lo sapesse. ah, caciavìt in milanese, è come venivano chiamati i tifosi del milan dai più borghesi interisti. altro nomignolo era unghienere e il perchè capitelo da soli.
bene, si usa per indicare un maggiore controllo su qualche attività, anche se in realtà non è che mi venga tanto una definizione giusta, ma fa i stes.
si usa anche, ed è qui che viene il bello, per dire che c'è stato un azzeramento delle persone che ricoprivano certi ruoli e allora la domanda è: qui vite significa sempre quella di sopra o invece si riferisce al plurale di vita?
venerdì 1 marzo 2013
pensierino del giorno-01/03/2013
pur essendo favorevole ai social network, aborro l'uso che ne viene fatto da certe categorie di persone.
chi per esempio cerca di informare sui propri stati d'animo con parole criptiche e intellegibili da nessuno;
chi mette foto di qualunque cosa stia facendo, fosse anche tagliarsi le unghie;
chi mette gli asctag di tuitter;
chi pubblica qualunque cacata esca sulla rete senza prima informarsi un minimo sulla relativa attendibilità;
chi vede la cacata e rapito pensa bene di condividerla;
chi segue la massa e pubblica quello che già tutto il mondo aveva pubblicato nei precedenti giorni;
chi invece, pensando di fare il diverso e l'anticonformista, critica le mode di cui sopra;
chi ha i problemi con le categorie di cui sopra.
p.s.: per scrivere il titolo ho dovuto controllare su gughel e guardate che me l'avevano spiegato non più di quattro-cinque giorni fa. e stavo per sbagliarlo. idolo.
chi per esempio cerca di informare sui propri stati d'animo con parole criptiche e intellegibili da nessuno;
chi mette foto di qualunque cosa stia facendo, fosse anche tagliarsi le unghie;
chi mette gli asctag di tuitter;
chi pubblica qualunque cacata esca sulla rete senza prima informarsi un minimo sulla relativa attendibilità;
chi vede la cacata e rapito pensa bene di condividerla;
chi segue la massa e pubblica quello che già tutto il mondo aveva pubblicato nei precedenti giorni;
chi invece, pensando di fare il diverso e l'anticonformista, critica le mode di cui sopra;
chi ha i problemi con le categorie di cui sopra.
p.s.: per scrivere il titolo ho dovuto controllare su gughel e guardate che me l'avevano spiegato non più di quattro-cinque giorni fa. e stavo per sbagliarlo. idolo.
pensierino del giorno-28/02/2013
in teoria gli argomenti di cui parlare dovrebbero essere infiniti, non perchè le cose siano infinite, bensì perchè si rigenerano di continuo e mutano al loro interno. quindi sarebbe più corretto affermare che sono infinite le discussioni sugli argomenti, giacchè si arricchiscono di nuovi elementi in modo che il punto cui si era approdati la volta precedente sia ormai vecchio e stantìo.
tuttavia andavo cercando un argomento nuovo, qualcosa del quale ancora non avessi trattato. ce ne sono un sacco.
per esempio, ci sono i sassi. son belli da vedere, specie quando diventano imperiose montagne e questo già lo diceva il buon immanuele canto con la storia del sublime.
non è però sufficiente a giustificare la palese inutilità dello studio dei sassi nelle scuole, luoghi dove la gente non impara chi è il presidente della repubblica in favore della differenza tra puddinghe e arenarie. più utile sarebbe sapere che il pudding è un tipico dolce inglese famoso per due motivi: il primo è che fa cagare, il secondo è la mitica frase di another brick in the wall, quando dice how (I met your mother, no scherzo, ora prosegue sul serio) can you have your pudding if you don't eat your meat e in realtà lo cita un sacco di altre volte solo che mi è venuta in mente questa per prima così ho deciso di darle una giusta preminenza.
una volta qui era tutta campagna.
tuttavia andavo cercando un argomento nuovo, qualcosa del quale ancora non avessi trattato. ce ne sono un sacco.
per esempio, ci sono i sassi. son belli da vedere, specie quando diventano imperiose montagne e questo già lo diceva il buon immanuele canto con la storia del sublime.
non è però sufficiente a giustificare la palese inutilità dello studio dei sassi nelle scuole, luoghi dove la gente non impara chi è il presidente della repubblica in favore della differenza tra puddinghe e arenarie. più utile sarebbe sapere che il pudding è un tipico dolce inglese famoso per due motivi: il primo è che fa cagare, il secondo è la mitica frase di another brick in the wall, quando dice how (I met your mother, no scherzo, ora prosegue sul serio) can you have your pudding if you don't eat your meat e in realtà lo cita un sacco di altre volte solo che mi è venuta in mente questa per prima così ho deciso di darle una giusta preminenza.
una volta qui era tutta campagna.
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