Vorrei provare la sensazione di spensieratezza e leggiadria di coloro che inneggiano a Peppino Impastato, urlano che la mafia è una montagna di merda, cantano e ballano la canzone dei cento passi mentre reggono in mano un simpatico cippone contenente simpatico fumo simpaticamente acquistato da simpatici spacciatori al soldo della simpatica mafia.
Grandi ragazzi, il migliore futuro di questo Paese siete voi.
lunedì 13 giugno 2016
venerdì 10 giugno 2016
pensierino del giorno-02/02/2016
Quantunque sia un vocabolo non di uso frequente, è opportuno riportare al centro di qualsiasi discorso il verbo 'slatentizzare'. Posto che non ho la benché minima idea di che cosa significhi né del perché lo conosca, ne è evidente l'estrema malleabilità.
Ti slatentizzo la mamma, potrete rispondere con garbo al pedone che attraversa la strada all'improvviso.
Hai slatentizzato il problema, si chiederà a chi dovrebbe averci perlomeno combinato qualcosa, col suddetto problema.
Slatentizzi antani, è invece la nuova formula per una supercazzola.
Ti slatentizzo la mamma, potrete rispondere con garbo al pedone che attraversa la strada all'improvviso.
Hai slatentizzato il problema, si chiederà a chi dovrebbe averci perlomeno combinato qualcosa, col suddetto problema.
Slatentizzi antani, è invece la nuova formula per una supercazzola.
pensierino del giorno-01/06/2016
L'albicocca è democristiana, piace a tutti, ha un gusto semplice e d'immediata comprensione, sa parlare al cuore della gente e mette sempre d'accordo. Chi rifiuterebbe mai un'albicocca?
La pesca è socialista: se la mangi ti sporchi le mani, inevitabilmente.
La pera è comunista: gusto non per tutti, riottosa, orgogliosamente di nicchia, perennemente incazzata contro l'albicocca che ottiene ogni volta la maggioranza.
La banana è leghista: pesante da digerire, è un frutto per il disimpegno culturale, si sbuccia con estrema facilità ed è un corpo unico e compatto, quasi apprezzabile nella sua semplicità.
La pesca è socialista: se la mangi ti sporchi le mani, inevitabilmente.
La pera è comunista: gusto non per tutti, riottosa, orgogliosamente di nicchia, perennemente incazzata contro l'albicocca che ottiene ogni volta la maggioranza.
La banana è leghista: pesante da digerire, è un frutto per il disimpegno culturale, si sbuccia con estrema facilità ed è un corpo unico e compatto, quasi apprezzabile nella sua semplicità.
mercoledì 8 giugno 2016
pensierino del giorno-31/05/2016
I furgoni commerciali, quelli destinati al trasporto merci e senza finestrini, mi hanno sempre messo uno strano senso d'inquietudine. Di giorno, perché guidano male e in maniera pericolosa; di notte, perché penso che li usino i ladri, specie quando sono senza scritte.
La seconda è ovviamente una mia fissazione, chi ne è proprietario può utilizzarlo come gli pare e piace, anche come veicolo privato.
Qualche sera fa, però, ho finalmente potuto dare un briciolo di fondamento alla mia paranoia: mentre saettavo per un corso della città, con la coda dell'occhio sono riuscito a vedere un furgone grosso e bianco (senza scritte, ça va sans dire) parcheggiato a bordo strada con il portellone spalancato, e accanto due signori, i quali stavano spostando una bicicletta che fino a un secondo prima era presumibilmente appoggiata e legata a un palo per caricarla e andar via.
Il mio senso di cittadino si è prontamente fatto sentire, ordinandomi di frenare bruscamente per porre fine a tale vile ed illecito atto. Il senso pratico, invece, ha suggerito di accelerare, visto che tuonava da dieci minuti abbondanti e stava per venire giù un discreto acquazzone.
Ad uso e consumo dei leghisti: i due signori sopra menzionati avevano una carnagione non propriamente pallida.
La seconda è ovviamente una mia fissazione, chi ne è proprietario può utilizzarlo come gli pare e piace, anche come veicolo privato.
Qualche sera fa, però, ho finalmente potuto dare un briciolo di fondamento alla mia paranoia: mentre saettavo per un corso della città, con la coda dell'occhio sono riuscito a vedere un furgone grosso e bianco (senza scritte, ça va sans dire) parcheggiato a bordo strada con il portellone spalancato, e accanto due signori, i quali stavano spostando una bicicletta che fino a un secondo prima era presumibilmente appoggiata e legata a un palo per caricarla e andar via.
Il mio senso di cittadino si è prontamente fatto sentire, ordinandomi di frenare bruscamente per porre fine a tale vile ed illecito atto. Il senso pratico, invece, ha suggerito di accelerare, visto che tuonava da dieci minuti abbondanti e stava per venire giù un discreto acquazzone.
Ad uso e consumo dei leghisti: i due signori sopra menzionati avevano una carnagione non propriamente pallida.
martedì 7 giugno 2016
pensierino del giorno-30/05/2016
- Vieni in Calabria anziché andare a [omissis] -
- Eh lo so, bella, però...-
- La Calabria è bellissima e si sta benissimo. Il posto più bello del mondo e ti trovi benissimo. Basta che ti comporti bene -
Mi è servito un attimo per mettere bene a fuoco: basta che ti comporti bene, con conseguente alzata di spalle e sguardo d'intesa. Brivido lungo la schiena.
Sarebbe interessante sapere cosa intendono per bene.
P.s.: vero che il proprio territorio va conosciuto, però ogni tanto alzare lo sguardo male non fa.
- Eh lo so, bella, però...-
- La Calabria è bellissima e si sta benissimo. Il posto più bello del mondo e ti trovi benissimo. Basta che ti comporti bene -
Mi è servito un attimo per mettere bene a fuoco: basta che ti comporti bene, con conseguente alzata di spalle e sguardo d'intesa. Brivido lungo la schiena.
Sarebbe interessante sapere cosa intendono per bene.
P.s.: vero che il proprio territorio va conosciuto, però ogni tanto alzare lo sguardo male non fa.
pensierino del giorno-29/05/2016
Si diceva degli infami.
Come non annoverare, tra costoro, i cosiddetti bagarini?
Il bagarino è, per i pochissimi che ancora non lo conoscessero, colui che acquista biglietti per un qualsiasi evento/manifestazione con l'esclusivo scopo di rivenderli a un prezzo superiore, lucrando sulla differenza. In molti si improvvisano tali e lo diventano per necessità, quando magari scoprono di essere impossibilitati a presenziare in prima persona e decidono allora di ottenere un rimborso totale più un parziale risarcimento, mettendo il proprio biglietto in vendita a un prezzo superiore a quello ufficiale.
Altri, invece, lo sono di professione. Si appostano, famelici, in prossimità di eventi sportivi o concerti e comprano quanti più biglietti possibile, in attesa di ottenere poi il proprio profitto grazie alla dissennatezza degli appassionati, i quali arrivano a spendere somme impensabili pur di esserci.
Sono solo i soldi il motivo che deve spingere a odiare i bagarini? Posto che probabilmente sarebbe sufficiente, ma a ben vedere non è l'unico: essi infatti fanno ben di peggio che fregare soldi alle persone. Giocano al rialzo sui loro sentimenti, sulle loro passioni, impedendo a qualcuno di prender parte a qualcosa cui non vorrebbe rinunciare.
Per ogni bagarino col portafoglio ingrassato, c'è a casa una persona afflitta.
I bagarini vanno odiati collettivamente, solo così si possono sconfiggere: finché esisterà qualcuno che si piegherà al loro vile sistema, avranno una ragion d'essere.
Come non annoverare, tra costoro, i cosiddetti bagarini?
Il bagarino è, per i pochissimi che ancora non lo conoscessero, colui che acquista biglietti per un qualsiasi evento/manifestazione con l'esclusivo scopo di rivenderli a un prezzo superiore, lucrando sulla differenza. In molti si improvvisano tali e lo diventano per necessità, quando magari scoprono di essere impossibilitati a presenziare in prima persona e decidono allora di ottenere un rimborso totale più un parziale risarcimento, mettendo il proprio biglietto in vendita a un prezzo superiore a quello ufficiale.
Altri, invece, lo sono di professione. Si appostano, famelici, in prossimità di eventi sportivi o concerti e comprano quanti più biglietti possibile, in attesa di ottenere poi il proprio profitto grazie alla dissennatezza degli appassionati, i quali arrivano a spendere somme impensabili pur di esserci.
Sono solo i soldi il motivo che deve spingere a odiare i bagarini? Posto che probabilmente sarebbe sufficiente, ma a ben vedere non è l'unico: essi infatti fanno ben di peggio che fregare soldi alle persone. Giocano al rialzo sui loro sentimenti, sulle loro passioni, impedendo a qualcuno di prender parte a qualcosa cui non vorrebbe rinunciare.
Per ogni bagarino col portafoglio ingrassato, c'è a casa una persona afflitta.
I bagarini vanno odiati collettivamente, solo così si possono sconfiggere: finché esisterà qualcuno che si piegherà al loro vile sistema, avranno una ragion d'essere.
mercoledì 1 giugno 2016
pensierino del giorno-28/05/2016
Difficile offrire una definizione precisa della categoria degli infami, trovo sia più facile fornire esempi di persone che vi rientrano a pieno titolo.
I primi sono i parcheggiatori abusivi.
Sono persone che priverei dei più elementari diritti: il loro profitto consiste nell'appostarsi nei pressi delle aree destinate al parcheggio dei veicoli per presidiare quelli liberi, in modo che lo sventurato conducente sia costretto a beneficiare del loro prezioso ausilio per parcheggiare la macchina.
A sto punto tanto vale che a scuola guida non insegnino la manovra, tanto ci sono loro che ti aiutano.
Spesso, una volta terminata l'operazione, si avvicinano con fare compiaciuto e vagamente in controllo della situazione, al fine di chiedere un obolo. Tale obolo si va a sommare al costo che bisogna già sostenere per parcheggiare, e non dipende in alcun modo dalla benevolenza del donatore, giacché vi è sottesa una simpatica minaccia, non differente dal pizzo di stampo mafioso: paga una piccola e temporanea assicurazione e alla tua automobile non accadrà niente di male.
Finché il balordo è da solo, si può cercare di fare lo sguardo da duro e non sganciare neanche una moneta, sperando che capisca che non siete la persona giusta da infastidire; la questione si fa più problematica quando la questua è richiesta a delle donne o a persone che si trovano comunque in una posizione di debolezza, poiché loro con ogni probabilità sottostaranno all'estorsione.
Il parcheggiatore abusivo è la mafia in piccolo, piccolissimo.
Ma il principio ispiratore non cambia: approfittare del più debole per estorcergli del denaro.
I primi sono i parcheggiatori abusivi.
Sono persone che priverei dei più elementari diritti: il loro profitto consiste nell'appostarsi nei pressi delle aree destinate al parcheggio dei veicoli per presidiare quelli liberi, in modo che lo sventurato conducente sia costretto a beneficiare del loro prezioso ausilio per parcheggiare la macchina.
A sto punto tanto vale che a scuola guida non insegnino la manovra, tanto ci sono loro che ti aiutano.
Spesso, una volta terminata l'operazione, si avvicinano con fare compiaciuto e vagamente in controllo della situazione, al fine di chiedere un obolo. Tale obolo si va a sommare al costo che bisogna già sostenere per parcheggiare, e non dipende in alcun modo dalla benevolenza del donatore, giacché vi è sottesa una simpatica minaccia, non differente dal pizzo di stampo mafioso: paga una piccola e temporanea assicurazione e alla tua automobile non accadrà niente di male.
Finché il balordo è da solo, si può cercare di fare lo sguardo da duro e non sganciare neanche una moneta, sperando che capisca che non siete la persona giusta da infastidire; la questione si fa più problematica quando la questua è richiesta a delle donne o a persone che si trovano comunque in una posizione di debolezza, poiché loro con ogni probabilità sottostaranno all'estorsione.
Il parcheggiatore abusivo è la mafia in piccolo, piccolissimo.
Ma il principio ispiratore non cambia: approfittare del più debole per estorcergli del denaro.
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